Centri storici patrimonio rurale

Il nostro territorio custodisce un importante patrimonio storico-culturale e naturalistico-ambientale: la flora e la fauna; il paesaggio montano, collinare e marino; la Rete ecologica; il patrimonio archeologico e architettonico (in particolare il patrimonio edilizio storico, rappresentato dai centri storici dei Comuni e da tutto il complesso di opere e manufatti che caratterizzano il territorio); la sagre, le feste ed eventi; le tradizioni e il folklore; i nostri musei.

Tutto questo complesso patrimonio va tutelato, se necessario recuperato, soprattutto va valorizzato.

Ma cosa si può fare? Su quali leve dobbiamo puntare? Quali risorse possiamo mobilitare?

Il 9 e 10 ottobre presso la Sala consiliare del Comune di Lanusei si sono tenuti i due laboratori tematici dedicati alla valorizzazione dei centri storici e del patrimonio storico rurale.

Ai due laboratori hanno partecipato attivamente dipendenti delle amministrazioni comunali dei Comuni dell’Unione impiegati con varie funzioni nei rispettivi uffici tecnici e diversi professionisti del settore dell’edilizia.

La discussione ha avuto avvio con la condivisione dei principali elementi emersi nell’analisi SWOT nell’ambito del patrimonio storico-culturale e naturalistico-ambientale. Il confronto con i tecnici-esperti è avvenuto sui seguenti punti di forza e debolezza.

Tra i punti di forza:

  • presenza di un paesaggio agrario complesso e peculiare, unico nel suo genere, caratterizzato da terrazzamenti e una fitta rete di muretti a secco;
  • presenza di siti naturalistici, culturali in particolare archeologici, alcuni presidiati e gestiti e valorizzati da imprese e associazioni locali;
  • investimenti crescenti in infrastrutture per la mobilità lenta (itinerari) a regia locale o regionale.

Tra i punti di debolezza:

  • scarsa cura dell’arredo urbano;
  • porzioni di Patrimonio storico-architettonico in abbandono;
  • la porzione di territorio ricadente nei limiti amministrativi dei sei Comuni è estremamente estesa a fronte di ridotte estensioni dei nuclei urbanizzati e di numeri di popolazione insediata assai ridotti da cui conseguono difficoltà di controllo e di gestione dell’intero territorio.
  • basso indice di dotazione infrastrutturale generale che rende le aree dei Comuni scarsamente accessibili.
  • sistema viario disomogeneo, con tratti di viabilità critici per il mancato completamento e messa in sicurezza di fondamentali infrastrutture viarie (es. ss 125)
  • obsolescenza degli impianti e delle infrastrutture a rete (elettrica, telefonica, fognaria, idrica) e difficoltà di accesso alla linea del metano.

 

All’analisi SWOT è seguita una prima sessione di approfondimento (con l’ausilio di planimetrie, una per ciascun Comune) di alcune piste di riflessione.

Sono stati tracciati su mappa i reali perimetri dei Centri Storici, individuate le aree di espansione, i principali elementi di connessione, di accessibilità, la formazione di sequenze continue di spazi.

  

Una seconda sessione di lavoro sulle planimetria è stata dedicata ad una attività di micro-mappatura dei “luoghi del cuore” ovvero quelle emergenze monumentali (beni urbani, beni rurali, pubblici e privati, altri manufatti) di particolare interesse.   

 

Gli elementi di particolare criticità emersi nella prima giornata di lavoro sono stati rielaborati e sintetizzati in un quadro dei problemi articolato in tre aree di criticità: un’area afferente agli strumenti di piano, una seconda area legata al rischio (ambientale, idrogeologico), una terza area denominata degrado.

 

La combinazione degli elementi emersi dalle aree di criticità ha portato i partecipanti a riflettere insieme sull’esigenza di rafforzare la capacità di gestire progetti complessi, la cura della città, l’innovazione sociale e il coinvolgimento e l’interazione con i privati/pubblici, nonché sull’esigenza di contrastare il degrado e depauperamento del territori.

La seconda giornata di laboratorio si è concentrata invece sulla progettazione di azioni volte a affrontare e risolvere le criticità individuate. È emerso un ampio ventaglio di azioni e progettualità ad ampio respiro coerenti con un approccio di tipo strategico.

Citiamo qui sotto le principali azioni individuate:

- costituzione di una cabina di regia per una pianificazione strategica e urbanistica intercomunale;

- efficientamento illuminazione pubblica ed edifici pubblici;

- mobilità nei servizi pubblici locali;

- amministrazione condivisa beni comuni;

- housing sociale;

- mappatura dei beni monumentali, dei vuoti urbani, dello stato della proprietà privata e della città pubblica;

- incentivi alla trasformazione.

 

Ma quali azioni sono più strategiche e prioritarie per risolvere le criticità di questo ambito?

Quali sono i punti di contatto fra la strategia di sviluppo di questo settore e gli indirizzi disegnati nell’ambito degli incontri di discussione paralleli?

Se ne è parlato durante l’Incontro finale di restituzione comune ai diversi Laboratori tematici tenutosi l’11 Ottobre 2017 (dalle 9.00 alle 14.00) presso la Sala Consiliare, in Via Roma n. 95 a Lanusei.