Glossario

 

Ecco qui di seguito un elenco di parole chiave utili a chi voglia capire meglio il linguaggio tecnico di esperti e addetti ai lavori:

 

BENI COMUNI

I Beni Comuni sono un insieme di beni necessariamente condivisi. Sono beni in quanto permettono il dispiegarsi della vita sociale, la soluzione di problemi collettivi, la sussistenza dell’uomo.
Beni comuni possono essere la memoria, il cibo, il paesaggio, il territorio, e tutto quanto appartiene alla comunità.

 

CAPITALE SOCIALE

Indica l’insieme degli elementi relazionali e valoriali che una persona costruisce nel corso della propria esistenza in una determinata società. Può essere anche inteso come l’insieme delle relazioni interpersonali formali ed informali che intercorrono fra gli individui, una bagaglio di fiducia che facilita il coordinamento e la cooperazione per ottenere reciproci vantaggi.

 

CAPITALE UMANO

È l'insieme delle "conoscenze, abilità, competenze e altri attributi degli individui che facilitano la creazione di benessere personale, sociale ed economico” (definizione Ocse). Si tratta dunque, come il capitale fisico o naturale, di un "bene" che può essere prodotto e accumulato, che si sviluppa sia attraverso l’istruzione e la formazione professionale, sia attraverso altre forme di apprendimento durante la vita quotidiana.
Indica anche l’abilità degli individui di essere produttivi da un punto di vista economico, sociale, relazionale, culturale.

 

DESTINATION MANAGEMENT ORGANIZATION (DMO)

Per DMO si intende la Gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una Destinazione (attrazioni, accesso, marketing, risorse umane, immagine e prezzi). Esso adotta un approccio strategico per collegare tra loro entità molto diverse per una migliore Gestione della Destinazione.

 

FILIERA AGROALIMENTARE

Per filiera agro-alimentare s’intende tutto il processo e il percorso che un alimento subisce a partire dalla fase di produzione e raccolta della materia prima alimentare fino alla consumo da parte dell’utente finale.
Raggruppa tutte le imprese che partecipano alla realizzazione di un bene agro-alimentare, dalle fasi più a monte, attraverso l’apporto delle materie prime, a quelle più a valle, che incontrano il consumatore finale.
Fanno parte delle filiera quindi: produttori di materie prime, commercianti, grossisti, trasformatori, imprese di servizio, imprese della logistica, venditori al dettaglio, consumatori.

 

FONDO EUROPEO AGRICOLO DI SVILUPPO RURALE (FEASR)

Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sostiene la politica europea in materia di sviluppo rurale.
Nel periodo 2014-2020, il Fondo si concentra su tre obiettivi principali: a) migliorare la competitività del settore agricolo; b) garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere azioni per il clima; c)raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali, compresa la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.
Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Sardegna è lo strumento di pianificazione per questo settore e si articola in sei priorità generali:

  1. Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;
  2. Potenziare la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole;
  3. Promuovere l'organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
  4. Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall'agricoltura e dalle foreste;
  5. Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
  6. Adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Le risorse finanziarie a disposizione del PSR Sardegna 2014/2020 sono pari a 1.308.406.250 euro.

 

FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR)

Il FESR ha come obiettivo quello di consolidare la coesione economica e sociale dell'Unione Europea correggendo gli squilibri fra le regioni. Il FESR concentra gli investimenti su diverse aree prioritarie chiave. Tale approccio assume il nome di “concentrazione tematica”: innovazione e ricerca; agenda digitale; sostegno alle piccole e medie imprese (PMI); economia a basse emissioni di carbonio.
Nel suo documento di programmazione (POR FESR -Programma Operativo Regionale) la Regione Sardegna ha individuato 8 assi prioritari:

  • Asse I - Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Innovazione;
  • Asse II – Agenda Digitale;
  • Asse III – Competitività del sistema produttivo;
  • Asse IV – Energia sostenibile e qualità della vita;
  • Asse V - Tutela dell'ambiente e prevenzione dei rischi;
  • Asse VI – Uso efficiente delle risorse, valorizzazione degli attrattori naturali, culturali e turistici
  • Asse VII – Promozione dell'inclusione sociale, lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione
  • Asse VIII - Assistenza Tecnica

Tra i beneficiari del Fondo vi sono anche le Unioni dei Comuni.
Le risorse finanziarie destinate al POR FESR 2014-2020 in Sardegna ammontano a 930.979.082 euro.

 

FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)

L'FSE sostiene l'occupazione in Italia e in Europa, aiutando le persone a trovare posti di lavoro migliori e garantendo opportunità professionali e standard di vita più equi a tutti i cittadini dell'UE. Il fondo investe nel capitale umano fatto di lavoratori, giovani, gruppi svantaggiati e tutti coloro che stanno cercando un impiego.
Il Fondo Sociale Europeo concentra le sue azioni su quattro obiettivi tematici della politica di coesione:

  • la promozione dell'occupazione e il sostegno alla mobilità dei lavoratori;
  • la promozione dell'inclusione sociale e la lotta contro la povertà;
  • l'investimento in istruzione, competenze e apprendimento permanente;
  • il miglioramento della capacità istituzionale e l'efficienza dell'amministrazione pubblica.

Il Programma Operativo FSE della Regione Autonoma della Sardegna è stato approvato il 17 dicembre 2014 dalla Commissione Europea, con Decisione C (2014) n. 10096 del 17/12/2014.
Le risorse finanziarie destinate al POR FSE 2014-2020 in Sardegna ammontano ad oltre 440 milioni di euro.

 

FONDI STRUTTURALI E DI INVESTIMENTO

I Fondi strutturali e di investimento europei sostengono la coesione economica, sociale e territoriale per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020: generare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
Vi sono cinque fondi:

  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
  • Fondo sociale europeo (FSE);
  • Fondo di coesione (FC);
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

La Regione Sardegna è beneficiaria del FESR, FSE, FEASR, FEAMP.

 

GRUPPO DI AZIONE LOCALE - GAL

Il GAL è un gruppo composto da soggetti pubblici e privati del territorio che programmano e realizzano strategie di sviluppo locale in contesti territoriali rurali.
I gruppi di azione locale elaborano e attuano le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo.
I GAL, attraverso la strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo, partecipano all’attuazione del PSR 2014-2020 predisponendo i Piani d'Azione: strumento programmatorio per la definizione e l'attivazione della strategia di sviluppo locale di ogni GAL.
I Comuni di Arzana, Elini, Lanusei, Loceri, Ilbono fanno parte del locale GAL Ogliastra.

 

GOVERNANCE

Il termine indica una modalità di azione e di governo in cui i soggetti lavorano secondo un’ottica di rete e in maniera sinergica. L’assunto di base è che una ampia partecipazione di attori pubblici e privati nei processi decisionali sia una delle condizioni fondamentali per produrre politiche pubbliche più efficaci ed efficienti e maggiormente rispondenti ai bisogni della comunità.
Il termine viene spesso tradotto con: “sistema allargato di governo”, “governo multilivello”, “governo multi-attore”.

 

IDENTITÀ LOCALE

L’ identità locale può essere intesa come l’insieme di tradizioni riconducibili ad una determinata area geografica e ad una determinata comunità di genti, incluse la lingua, le credenze, la storia, saperi locali.

 

INNOVAZIONE SOCIALE

Molte sono le definizioni esistenti di innovazione sociale, fenomeno complesso per cui è difficile tracciare dei confini netti. La definizione più aperta e completa, è la seguente:
Definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa”.

 

PIANIFICAZIONE STRATEGICA

La pianificazione strategica è quel processo attraverso il quale si fissano gli obiettivi di un territorio, si costruiscono le visioni future e si identificano i mezzi, gli strumenti e le azioni più adeguati per raggiungerli in una prospettiva di medio/lungo periodo.
Attualmente la pianificazione strategica si sviluppa secondo un processo reticolare, ovvero attraverso la costruzione di reti tra gli attori pubblici e privati che rappresentano la società locale.
Tra le finalità della pianificazione strategica vi è la costruzione di modelli di sviluppo sostenibile e durevole, per una profonda trasformazione del territorio a partire da diversi punti di vista: economico, sociale, culturale, ambientale, turistico ecc.

 

PIANO STRATEGICO

Il piano strategico è un documento di pianificazione, a carattere volontaristico, elaborato e sottoscritto da tutti i partecipanti il processo di pianificazione strategica. Il piano rappresenta di fatto una sorta di “patto” tra gli enti locali, gli attori territoriali e i cittadini, all’interno del quale ciascun soggetto o reti di soggetti si impegnano a dare un contributo specifico per la realizzazione delle azioni e dei progetti previste nel documento.

 

POLITICHE INTEGRATE

Sono integrate quelle politiche che coniugano obiettivi diversi (per esempio occupazione, sviluppo locale e governo del territorio, oppure integrazione tra servizi sanitari, assistenziali, e politiche di risanamento ambientale nelle periferie) e mettono in opera una pluralità di strumenti, favorendo sinergie tra settori e livelli di governo diversi.

 

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

È un forma di progettazione che implica il coinvolgimento dei destinatari nel processo di produzione delle attività progettuali. Consente l’aggregazione di più punti di vista, capacità, competenze ed esperienze per elaborare una migliore soluzione in termini di piani, progetti e strategie.
È un modo di fare pianificazione non solo “per” le persone ma “con” le persone.

 

RETI DI SVILUPPO LOCALE

È il modo attraverso il quale la società locale attraverso i suoi enti, cittadini, imprese, associazioni si organizza secondo un sistema di connessioni complesso ed entra a far parte di processi di politiche di sviluppo. L’idea è appunto quella della rete organizzata secondo relazioni orizzontali, un modo sostanzialmente diverso dalle classiche modalità di organizzazione verticistiche e gerarchiche delle istituzioni.

 

SCENARI

Delineare uno scenario significa ipotizzare i possibili effetti su un determinato territorio e la sua comunità di un insieme di politiche o di strategie. L’elaborazione di differenti scenari è utile per selezionare l’insieme di strategie o politiche ottimali per il raggiungimento degli obiettivi principali.
Nel caso specifico i tre scenari su cui i laboratori tematici per il Piano Strategico lavoreranno sono:

  • il ruolo delle filiera agroalimentare per lo sviluppo del territorio;
  • il turismo sostenibile come nuovo volano per lo sviluppo del territorio;
  • la valorizzazione dei centri storici e del patrimonio storico rurale.

 

STRATEGIA DI SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE

La “Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione” (per brevità, S3) è uno degli strumenti previsti dalla strategia Europa 2020, condizione per l’accesso ai fondi di finanziamento FESR/FSE/FEASR della nuova programmazione comunitaria 2014-2020.
È un percorso dinamico ed evolutivo in cui la Regione Sardegna ha individuato le proprie vocazioni nell'ambito della ricerca e innovazione capaci di sviluppare potenzialità di crescita economica.
La S3 ha individuato 6 aree di specializzazione dove intervenire in cui la Regione Sardegna mostra di avere un vantaggio competitivo o un potenziale di crescita qualificata: ICT; Turismo, cultura e ambiente; Reti intelligenti per la gestione efficiente dell'energia; Agroindustria; Biomedicina; Aerospazio.

 

SVILUPPO LOCALE

Il termine indica un processo in cui si verifica o si aspira ad un passaggio da una situazione confusa, “avviluppata”, a una in cui ci sia una crescita più ordinata e qualificata.
Tale sviluppo è centrato sull’importanza che i fattori esistenti su un territorio giocano a livello locale. Sono le risorse sia tangibili (infrastrutture di trasporto, dell’energia, risorse naturali) sia intangibili (capitale umano, istruzione e conoscenza, capitale sociale) uniche per ciascun territorio e che ne garantiscono peculiarità e vantaggi competitivi rispetto ad altri contesti. Valorizzare strategicamente queste risorse significa partire dai luoghi e lavorare con le persone del territorio.

 

SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO (CLLD)

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è uno strumento per coinvolgere i cittadini e le cittadine, a livello locale, nell’elaborazione di risposte alle varie problematiche sociali, ambientali ed economiche.
Tale strumento intende

  • incoraggiare le comunità locali a sviluppare approcci integrati bottom-up di sviluppo;
  • costruire capacità comuni e stimolare l’innovazione (inclusa l’innovazione sociale), l’imprenditorialità e la capacità di rispondere ai cambiamenti, incoraggiando lo sviluppo e la scoperta di potenziali inespressi di comunità e territori;
  • promuovere il senso di appartenenza comunitaria incrementando la partecipazione all'interno della comunità e sviluppando il senso di coinvolgimento che può aumentare l'efficacia delle politiche dell'Unione Europea;
  • favorire la governance multi-livello prevedendo un percorso per le comunità locali affinché cooperino nel modellare l’attuazione degli obiettivi UE in tutte le aree.

 

SVILUPPO SOSTENIBILE

Una delle definizione maggiormente esaustive di sviluppo sostenibile è stata proposta dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo, 1987, c.d. «Rapporto Brundtland») “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
La definizione si riferisce in senso più ampio ad un principio di responsabilità della attuale generazione rispetto alle generazioni future.

 

SWOT

La SWOT è un termine inglese che sta per punti di forza, debolezza, opportunità e minacce; è una tecnica utile all’individuazione e alla valutazione di strategie progettuali, ampiamente diffusa in processi di pianificazione territoriale e progettazione di politiche pubbliche.
Composta da 4 parti, tale analisi restituisce una immagine generale del territorio. I punti di forza e di debolezza riguardano le peculiarità del territorio rilevabili al momento dell’analisi e fotografano la situazione attuale. Le opportunità e minacce rappresentano invece gli elementi che potrebbero influenzare in futuro le azioni e le politiche di un territorio.

 

TURISMO SOSTENIBILE

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo sostenibile è quella particolare forma di approccio al turismo che “soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”. Contribuisce allo sviluppo locale del territorio e si fonda sulla gestione integrata delle risorse in grado di garantire l’integrità culturale e ambientale e sociale del territorio stesso.

 

UNIONE DEI COMUNI

Le Unioni di Comuni sono enti locali territorialmente contermini, disciplinati in primo luogo dalla D.Lgs. 267/2000 e dalla L.R. 4 febbraio 2016, n. 2 per l’esercizio congiunto di funzioni e servizi ad esse attribuite dalla legge o dai Comuni che ne fanno parte.
Il suo ambito territoriale coincide con quello dei Comuni che la costituiscono. Suo compito è quello di promuovere l’integrazione dell’azione amministrativa tra i Comuni e garantire un coordinamento delle politiche di programma e sviluppo del territorio, migliorando la qualità dei servizi erogati ai cittadini.
Nello specifico, i sei Comuni di Arzana, Bari Sardo, Elini, Ilbono, Lanusei e Loceri prevedono di delegare all’Unione dei Comuni d’Ogliastra diverse funzioni: sviluppo socio-economico, piani urbanistici e relativi piani particolareggiati, programmi di edilizia residenziale, PEEP e PIP, servizi tecnico-urbanistici; programmazione territoriale, ambiente e grandi infrastrutture; studi di settore; piano energetico e realizzazione e gestione reti; promozione turistica; promozione, valorizzazione, tutela culturale e artistica del territorio; trasporti locali integrati; centro di assistenza ai Comuni sui fondi e le politiche comunitarie; sportello unico attività produttive; istruzione e cultura; servizi alla persona e alla comunità; servizio civile; sistemi informativi; servizi sportivi e di spettacolo; servizio raccolta rifiuti solidi urbani; servizi tecnici in genere; servizio cimiteriale; servizi legali; funzioni e servizi finanziari; tributi; appalti; sicurezza e protezione civile; polizie locali e vigilanza urbana.

 

VISIONE STRATEGICA

Immagine utilizzata nel processo di pianificazione strategica di come le cose dovrebbero essere in futuro; rispecchia gli ideali, i valori, le aspirazioni di un particolare territorio.
Esprime un’idea di società locale da costruire nel lungo periodo, una guida per stabilire le priorità. Si esplicita generalmente attraverso uno o più slogan, utilizzando concetti oppure immagini.